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Ivan Baù
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MessaggioInviato: Gio Gen 17, 2008 11:04 am  Oggetto: Male ! TRENTINI dicono «NO» ad Asiago Rispondi con citazioneFine paginaTorna ad inizio pagina

Il presidente della Repubblica ferma l’iter parlamentare per la modifica dei confini e i comitati rispondono presentando subito due ricorsi
Trentatré trentini dicono «no» ad Asiago
Il Consiglio della Regione autonoma a maggioranza (33 voti su 43 presenti) boccia le istanze dei Comuni dell’Altopiano e Sovramonte

Asiago
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Nuovo "schiaffo" per i promotori del passaggio dal Veneto alla regione autonoma trentina. Ieri mattina il consiglio regionale del Trentino Alto Adige ha dato parere negativo al distacco dei comuni veneti di Sovramonte e degli otto dell'Altopiano vicentino (Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo) che con un referendum hanno chiesto il cambio di regione. Un "no", peraltro atteso, che arriva dopo i voti contrari espressi, in momenti diversi, dai consigli provinciali di Trento e Bolzano.

Sulla delibera, in cui si chiedeva di esprimere parere negativo alla prosecuzione dell'iter dei decreti di leggi per il passaggio dal Veneto al Trentino Alto Adige, i voti favorevoli sono stati 33, 3 i contrari e 7 le astensioni (43 presenti su 70).

Nonostante la maggioranza evidente dei contrari, la discussione sul provvedimento è stata vivace e in alcuni momenti accesa, in particolare sulla diversità dei pronunciamenti dei due consigli provinciali. Alla fine, come detto, non sono mancati i pareri (e i relativi voti) discordanti: a nome della Svp il consigliere Seppl Lamprecht si è detto nettamente contrario a «qualsiasi revisione dei confini che non sia giustificata da ragione storiche, etniche o culturali come nel caso di Cortina, Livinnalongo e Colle Santa Lucia».

La consigliere Eva Klotz (Sudtiroler Freiheit) ha sorprendentemente annunciato il suo voto per un passaggio dei comuni veneti, dovuto alla convinzione che estendendo «il diritto di autodeterminazione dei popoli rafforzerebbe quello sacrosanto della popolazione di lingua tedesca del Sudtirolo di ritornare a far parte della madrepatria austriaca».

In particolare le dichiarazioni dell'esponente della Svp hanno fatto infuriare i promotori dell'Altopiano, il cui referendum, tenutosi lo scorso maggio, ha registrato una valanga di voti favorevoli per il cambio di regione (il 94\%), così come era successo a Sovramonte e negli ultimi tempi a Cortina. In altri due centri veneti, Sappada e Pedemonte, si andrà invece a votare l'8 e il 9 marzo prossimi.

«Quanto dice Lamprecht - tuona Francesco Rodeghiero, promotore del Comitato per il referendum dell'Altopiano - è la conferma che in Italia non esiste più senso di appartenenza. Dire certe cose è assolutamente antistorico, visto che è ben noto come la gente altopianese è più tedesca rispetto ai trentini: dare il via libera esclusivamente per Cortina e i paesi limitrofi è solo una decisione di comodo, non legata a fatti storici ma a pura convenienza economica».

Lo stesso Rodeghiero punta il dito con gli amministratori veneti. «Proprio mentre noi registriamo l'esito delle votazioni avvenute a Bolzano - spiega - notiamo che a fronte delle poche centinaia di euro elargite dalla Regione ai comuni veneti di confine, gli "amici" trentini continuano ad investire sui comprensori sciistici situati pochi chilometri al di là della nostra regione: mi riferiscono ai nuovi impianti del Vezzena e del Rivetta, o a quelli già annunciati a Panarotta, con investimenti nell'ordine di decine di milioni di euro. Questo significa affossare definitivamente il turismo invernale altopianese».

Per i promotori del passaggio dal Veneto al Trentino Alto Adige (ma il discorso riguarda anche di quelli di altre regioni d'Italia) le notizie cattive non sono finite. Proprio in questi giorni il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha bloccato l'iter parlamentare per la modifica dei confini regionali, chiedendo un parere ai rispettivi consigli regionali. La contromossa dei responsabili dei vari comitati è stata immediata e ha ha portato a due immediati ricorsi, presentati proprio ieri mattina a Roma: il primo alla Corte Costituzionale e il secondo all'Ufficio Affari costituzionali legislativi dell'Ufficio di Presidenza della Repubblica.

«A nostro parere - conclude Francesco Rodeghiero - si tratta di un provvedimento perlomeno poco chiaro, visto che sia l'articolo 132 della Costituzione che la legge 352 del 1970, dichiarano espressamente che il parere dei consigli regionali sono consuntivi e non vincolanti. La nostra impressione è che la richiesta di cambiare regione sia diventata di dominio pubblico in Italia e che quindi c'è una forte paura a livello politico: se si andasse votare oggi alle Camere ci sarebbe il concreto rischio che, tramite accordi trasversali tra rappresentanti della maggioranza e della minoranza, la legge potrebbe essere approvata».

Luca Pozza

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Ivan Baù
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MessaggioInviato: Gio Gen 17, 2008 1:57 pm  Oggetto:  ASIAGO/2. No anche della Regione Alto Adige Rispondi con citazioneFine paginaTorna ad inizio pagina

Giovedì 17 Gennaio 2008


ASIAGO/2. No anche della Regione Alto Adige
Il Capo dello Stato sbarra la strada verso il Trentino
Napolitano blocca i disegni di legge di aggregazione






Gerardo Rigoni
Ulteriori ostacoli sulla strada verso Trento per l'Altopiano. Al parere negativo espresso dal consiglio regionale del Trentino Alto Adige, si è aggiunto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha bloccato la presentazione di leggi per la modifica di confini regionali in Parlamento, fino a quando non siano recepiti i pareri dei rispettivi consigli regionali.
Sebbene la larghissima maggioranza di altopianesi abbia espresso la volontà di distaccarsi dal Veneto, il consiglio regionale del Trentino ha reiterato il parere negativo espresso dai due consigli provinciali di Trento e di Bolzano. Il dibattito è durato tre ore, con un Consiglio quasi dimezzato visto la presenza di 43 consiglieri su 70. Al momento del voto 33 consiglieri hanno votato contro l'aggregazione, 7 si sono astenuti e 3 si sono espressi a favore. Se il Sudtirol Volkspartei ha espresso contrarietà all'aggregazione perché «non giustificata da ragioni storiche, etniche o culturali», a sorpresa la “pasionaria tirolese” Eva Klotz ha espresso parere favorevole perché «estendendo il diritto di autodeterminazione dei popoli, si rafforzerebbe quello del Sudtirolo di ritornare a far parte della madrepatria austriaca». A favore anche la Lega.
«Scontata la decisione del Consiglio regionale, anche se la defezione di quasi tutti i consiglieri trentini fa pensare che non volessero scontrarsi con quelli del Sudtirol Volkspartei - commenta Francesco Rodeghiero, coordinatore del comitato pro Trento -. Sorprendono le affermazioni secondo cui non siamo più d'origine germanica, visto che nel 1978 un giornale altoatesino di lingua tedesca diceva che “i fratelli dell'Altopiano non dimenticano le loro origini germaniche”.»
«Per quanto riguarda Napolitano - continua Rodeghiero - sostengo che il suo atto sia del tutto anticostituzionale, giacché l'articolo 132 della Costituzione e la legge 352 del 1970 dichiarano che i pareri dei consigli regionali sono solamente conoscitivi». Il comitato ha già presentato ricorso alla commissione Affari Costituzionali e all'Ufficio della Presidenza della Repubblica. Rodeghiero che per il 30 gennaio un incontro per la ricostituzione della milizia dell'Altopiano «come segno di protesta e di difesa della nostra terra».

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