Ivan Baù
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Dal Manifesto: Un SINDACO IN LOTTA CONTRO IL CEMENTO E LE LOBBY EDILIZIESotto
DAL MANIFESTO
APERTURA di Sebastiano Canetta, Ernesto Milanesi - ASIAGO (VICENZA)altra italia -
UN SINDACO IN LOTTA CONTRO IL CEMENTO E LE LOBBY EDILIZIE
Sotto le stelle DI ASIAGOSull'Altopiano le «cupole» dei costruttori fanno pressioni perché non si blocchi la colata di cemento che rischia di sommergere tutto il territorio. Un giro di milioni di euro, mentre l'osservatorio astronomico potrebbe chiudere per mancanza di fondiFra cielo e Altopiano, una storia di resistenza. E di soldi. Servirebbero alla scienza, non accademica. Ma fanno gola agli immobiliaristi; se si scava, diventano mazzette; quando occorre, volano apparentemente fra le cime o tra le nuvole. Asiago è sinonimo del «sergente nella neve» di Rigoni Stern. In Veneto, tutti lo identificano come il primo dei «Sette comuni» sopra Vicenza. Da queste parti, però, è impossibile non sbattere nelle diverse «cupole». Quella ottica degli astronomi e quella affaristica del ciclo economico del cemento, dalle cave ai palazzi. Un giovane sindaco, da ex campione di hockey, si sta giocando la partita della vita fuori dal campo di ghiaccio.È Andrea Gios, 46 anni, che alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno ha raccolto i frutti del suo impegno. Supportato dalla lista civica «Progetto viva Asiago» è volato dritto al secondo mandato spinto dal 69,8% dei consensi. Ha convinto 2.900 asiaghesi su 5.800. Non solo in municipio, la cifra di 13 mila seconde case rappresenta un'enormità: sarebbero «disabitate» da 70 mila residenti fantasma.Del resto, il sindaco ha passato metà della vita a tirare «spallate» dentro i palaghiaccio dell'Altopiano. Ex nazionale di hockey, capitano dell'Hc Asiago per quattro stagioni: dal 2004 è il nemico numero uno dei costruttori. Ha «aggiornato» il regolamento edilizio: volumi delle nuove costruzioni ridotti del 20% e altezza «limata» di 3 metri. I palazzinari, abituati a versare sui 500 chilometri quadrati dei «Sette comuni» migliaia di tonnellate di calcestruzzo all'anno, non l'hanno presa bene: «Sono in causa con le principali immobiliari di Asiago perché ho bloccato una lottizzazione prevista nel Prg. Subisco grossissime pressioni da questi signori, che peraltro fanno il loro mestiere» racconta Gios. I «signori» in questione sono i titolari delle immobiliari Asiago e Alpina, tra le più attive nella cementificazione dell'Altopiano. Nel 2007 il comune ha bloccato un piano per 100 appartamenti: «Ma i costruttori hanno impugnato la decisione davanti al Tar e hanno vinto, costringendoci al ricorso al Consiglio di Stato. Se chi mi ha preceduto avesse bloccato l'edilizia, oggi non avremmo problemi. Saremmo più ricchi tutti: forse qualche immobiliarista meno, il resto dell'Altopiano di sicuro» insiste il sindaco.Ma la tradizionale lunghezza del «fronte» alpino lascia poche speranze all'assalto contro il cemento in quota. Se sulla secessione dal Veneto sono praticamente tutti d'accordo (94% a favore al referendum nel 2007), sull'edilizia i «Sette comuni» giocano partite diametralmente opposte. Ad Asiago stoppano le seconde case, mentre a Roana aprono la porta a 750 mila metri cubi di nuova edilizia. E Gallio, già soffocata, non intende smettere di costruire.Un po' come il mini-aeroporto dell'Altopiano, che gli albergatori asiaghesi si ostinano a considerare «strategico», ma che Camera di commercio e Provincia di Vicenza vogliono pensionare perché inutile. Oltre i 1.350 metri della pista di volo si apre un territorio puntellato da infrastrutture decisamente più compatibili: 90 malghe a dimensione familiare governano l'allevamento di 10 mila bovini.Nell'ombra, fino a ieri, c'era anche il «sistema» delle cave svelato dall'indagine condotta dal procuratore capo di Vicenza Ivano Nelson Salvarani e dal sostituto Marco Peraro. Il 30 aprile la Guardia di finanza ha arrestato Angelo Canalia, 57 anni, responsabile dell'ufficio cave della Provincia ipotizzando il reato di concussione. Lo ha denunciato Piero Colpo, cavatore locale «pentito» strozzato dai pagamenti delle tangenti: ha «girato» a Canalia l'ultima busta da 5 mila euro, poi le manette «hanno chiuso un incubo»Ai finanzieri Colpo racconta di un sistema consolidato di mazzette in cambio di appalti. «L'Altopiano è peggio di Sicilia, Sardegna e Napoli. Qui non usano pistole ma se non fai parte del sistema semplicemente non lavori più. Spero che in tanti si decidano a parlare, ma temo che alla fine l'omertà la farà ancora da padrona» avverte il cavatore.Intanto spunta l'inevitabile «tesoro» di Canalia: contanti e titoli per 550 mila euro nei conti correnti. Si aggiungono ai 40 mila sequestrati dalla polizia tributaria nella cassaforte della sua villa «texana» a Lusiana. Ma Colpo riferisce anche di inquietanti autorizzazioni a scavare concesse da Provincia e Regione e bloccate dall'irriducibile Gios su cui necessariamente si dovrà fare chiarezza. Il fascicolo in Procura contiene anche gli atti del filone d'inchiesta sulle concessioni «anomale» nelle cave di ghaia fluviale: capitolo ancora buio che tuttavia certifica l'indagine a piede libero nei confronti di Luciano Lago, sindaco di Tezze sul Brenta, Erardo Garro, responsabile della direzione Geologia e attività estrattiva della Regione, e i cavatori della Seganfreddo Spa. L'eco giudiziario non raggiunge i 1.366 metri di altitudine di Cima Ekar; scientificamente il cielo più limpido d'Italia. Da 40 anni ospita la «cupola» di Asiago: il più grande telescopio ottico italiano gestito dall'Osservatorio astronomico di Padova. Una «cornea» artificiale del diametro di 2 metri fornisce i dati alla banca nazionale di pianeti, supernove, galassie, stelle «simbiotiche» e lampi di luce Gamma, ma assicura anche la formazione necessaria a gestire i programmi ai telescopi e i test di strumenti per le future missioni spaziali. Rischia la chiusura per mancanza di fondi, scienziati, e volontà politica. «I tagli al bilancio dell'istituto nazionale di astrofisica hanno colpito duro l'Osservatorio. Non ci sono più nemmeno i fondi per la ricerca. Abbiamo già ridotto riscaldamento, luce, perfino lo spazzaneve. Passare da 300 mila euro del 2008 a 50 mila del 2009 significa che per tenere aperto l'Osservatorio rimangono appena 10 mila euro. E se si rompe qualcosa non ci sono soldi per aggiustarla» riassume Enrico Cappellaro, direttore della Specola, l'osservatorio astronomico di Padova. Gestisce la stazione di Asiago ma «batte» lo spazio profondo anche con il telescopio Galileo nelle Canarie e il Large binocular in Arizona. Cappellaro è costretto a osservare soprattutto il piano di sopravvivenza per la base di Cima Ekar: «Facciamo pagare il biglietto ai visitatori così raggranelliamo qualcosa per tenere aperto almeno la metà delle notti serene. Ma nei prossimi tre anni andranno in pensione 6 ricercatori su 12, allora sarà meglio chiudere tutto. Ci sono telescopi migliori in posti migliori, ma se vogliamo mantenere la ricerca sul campo, Asiago ha ancora una sua funzione. Altrimenti si affida la didattica agli astrofili, cioè gli appassionati dilettanti».Da sempre sull'Altopiano accanto a chi scava c'è chi riempie i buchi: Corrado Corradin, presidente degli speleologi locali da anni denuncia «centinaia di grotte usate come discariche abusive». Nel 2008 con i volontari ha «svuotato» i «busi» della Val Sciavina e della Femmina. «Oltre 5 quintali tra carcasse di animali, plastica ed elettrodomestici» ricorda. Da queste parti l'unica maxi opera che non solleva polemiche venne costruita 700 anni fa per volontà di Gian Galeazzo Visconti. Un'autentica muraglia cinese in versione alpina collega Asiago con il fiume Brenta, 709 metri più in basso: 4444 scalini in pietra di calcare grigio si percorrono in oltre quattro ore. È l'antica Calà del Sasso, cascata di gradini «ripidi da bestie, lunghi come il Purgatorio, faticosi solo a nominarli» ricorda Paolo Rumiz. La più grande scalinata mai costruita dall'uomo, che qui nessuno si sogna di bollare come ecomostro.
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_________________ Assessore al Bilancio e alle Finanze del Comune di Asiago Visita ProgettoVivaAsiago.it!| Visita Sasso diAsiago.it! | email: ivan.bau@gmail.com | Skype: ivan.bau
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